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Tratturi d'Abruzzo

BY PIERO ROVIGATTI
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

Il tratturo è un largo sentiero erboso, pietroso o in terra battuta, sempre a fondo naturale, modellato dal passaggio e dal calpestio degli armenti su direttrici concesse da tradizione e normativa, elemento caratteristico e ricorrente dei paesaggi medio adriatici italiani. Da molto tempo la sopravvivenza stessa di questo complesso sistema di risorse e di valori archeologici, culturali, ambientali e paesaggistici è vanificata dall’inefficacia delle forme di tutela, dall’assenza di forme di governo attivo delle trasformazioni, dalla sovrapposizione di competenze e di responsabilità pubbliche, dalla scarsa considerazione ad esso dedicata – anche se con qualche, recente e indicativa eccezione – da parte delle comunità locali e dai portatori di interesse locale. 
Osservare tali trasformazioni, costruire e raccogliere quadri aggiornati di conoscenze su tale patrimonio, far scaturire da tale osservazione strutturata progetti e proposte di gestione innovativi, a vantaggio delle comunità che vivono nei paesaggi tratturali, è la prima missione che motiva l’ideazione e  genera l'istituzione di un Osservatorio Tratturi. 
La visione che ne costituisce lo sfondo, inedita finora nel dibattito prodotto attorno al tema, è quella di considerare i suoli tratturali come beni comuni territoriali, oggetto d’interesse delle comunità locali perché legati all’esercizio di diritti comuni di cittadinanza; la missione che ne consegue, è quella di costruire, attraverso tale osservatorio, una infrastruttura di servizio alla cittadinanza attiva per la cura e la custodia attiva dei suoli tratturali italiani e dei loro paesaggi, che sappia anche svolgere una funzione  di valutazione, accreditamento, stimolo culturale e scientifico di  buone pratiche,  promozione di progetti e di atti di cittadinanza attiva, favorendo migliori relazioni tra soggetti pubblici, privati e del terzo settore.

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Una maniera di lavorare

BY LORENZO PIGNATTI
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

Piazza di Santa Maria in Trastevere

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La città personale

BY FEDERICA NICO
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

Luogo comune come spazio, spazio personale,  certezza topografica? Spazio vuoto, spazio pubblico, urbano, nonluogo, mucchio di pezzi di spazio. Città invisibile,  immaginaria, fragile, reale o interiore? Prenderò in prestito delle parole di un racconto di Dino Buzzati ad accompagnarmi.

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Organizzare i territori partendo dai suoi abitanti!

BY MASSIMILIANO MONETTI
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

Organizzare i territori partendo dai suoi abitanti!
È questo il vero senso dell’azione di rigenerazione delle città contemporanee nelle quali i residenti sono i protagonisti del proprio stile di vita e dello sviluppo locale.
Rigenerare partendo non tanto la parte fisica delle città (i fabbricati e le infrastrutture) quanto da quella intangibile delle relazioni tra i residenti (le comunità di abitanti) chiamati a fere impresa in forma cooperativa sul proprio territorio.
L’Agenzia per l’Abitare è lo strumento che trasforma (nei quartieri delle grandi città come nei centri minori) i residenti da fruitori in attori, da utenti in imprenditori in un ribaltamento virtuoso dei ruoli.

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10 anni di luoghi non comuni

BY ALFREDO MANTINI
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

Il gruppo presenta le iniziative promosse negli ultimi dieci anni nel territorio regionale, i temi toccati riguardano principalmente la condivisione del bene comune inteso come patrimonio storico-architettonico, ambientale e soprattutto collettivo.

Ogni nostro intervento, sia critico che propositivo, vuole far conoscere l’Abruzzo nascosto e poco valorizzato, avendo come fine la riappropriazione del bene in maniera partecipata e non semplicemente come esposizione di un oggetto museale.

Durante gli ultimi anni abbiamo organizzato eventi, progetti, workshop, contest, seminari, osservazioni. Lo spirito del CAP è sempre stato propositivo rispetto agli enti con i quali c’è stata una collaborazione (Università, Comuni e Aziende) i vari progetti presentati, quindi, vanno letti sempre con un doppio registro, per e con la collettività.

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Vedo solo se ci credo

BY ANDREA MAMMARELLA
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

Da architetto, vorrei parlare dei luoghi comuni nel senso dello spazio progettato. Dei luoghi pensati e realizzati per entrare in comunione con una moltitudine di persone ovvero con un ben preciso gruppo di
referenti.
Ma soprattutto, vorrei parlare di come possa il progetto costruire questo rapporto privilegiato. Di come possa riuscire cioè a cogliere – per rielaborarle – le aspirazioni più autentiche, i bisogni più concreti, le vera realtà?

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Anamorfosi urbane

BY LUIGI - ZINO FRANCHI
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

Partendo dal tema dato analizzo il concetto di anamorfosi in relazione alla riqualificazione creativa di luoghi urbani (intrerni o esterni) puntando lo sguardo in particolare sulla tecnica anamorfica del multi-livello, particolarmente ricercata in ambito artistico, in particolar modo nell'arte urbana e muralistica, dove l'opera d'arte, viene percepita secondo un unico punto di vista e dipinta su varie superfici, più o meno vicine tra loro e presenti in maniera rilevante all'interno del campo visivo dell'osservatore.

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Luoghi comuni collettivi

BY ENZO FIMIANI
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

L'italia, più di altre aree nazionali europee, ha la propria storia emblematicamente solcata da "luoghi comuni" collettivi, che hanno segnato le vicende e in larga parte influenzano ancora il nostro presente. Cercherò di metterne in rilievo i principali, nella convinzione che è un "luogo comune" penzare che i "luoghi comuni" siano tutti uguali e che l'uno valga un altro. I "luoghi comuni" pubblico, infatti, assai più di quelli in vigore nella sfera privata, incidono e pesamo sulla vita sociale e politica.

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- La città temporanea - un luogo comune anche per le condizioni di emergenza

BY ALESSANDRO FERAGALLI
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

Il tema del luogo comune amplia significativamente quello dello spazio pubblico. La decodificazione del senso di “luogo” e quello di “comune" impone una riflessione non solo sulle funzioni ed il ruolo degli spazi nella città, ma anche sui comportamenti e sul senso di appartenenza degli stessi abitanti ad una comunità. 

La crisi della città contemporanea, nella quale gli spazi stentano a divenire luoghi e l’idea di pubblico è circoscritta all’interno della sola idea di proprietà del suolo, affievolisce l’esercizio del diritto alla “città per tutti” posto dalla stessa ONU lo scorso anno.

Le nuove migrazioni, inoltre, acuiscono la crisi delle città europee che devono fornire una risposta anche a sollecitazioni inaspettate, dando l’opportunità anche ai cittadini temporanei di una vita dignitosa e felice, ovunque essi si trovino, da qualunque posto arrivino e dovunque stiano andando.

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Undercover Heart

BY MARCO DI MECO
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

Brano originale.

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Transfert

BY ANDREA CINGOLI
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

La progettazione dello spazio pubblico è cosa complessa. Nei 6 minuti a disposizione tenterò di evidenziare l’importanza del fenomeno di TRANSFERT dell’utente nello spazio che porta al successo del progetto. Solo così lo spazio pubblico viene amato e rispettato dai frequentatori, cittadini e non. Per arrivare al TRANSFERT utilizzerò l’architettura ed il design come suggestioni ed esempi aiutandomi con parole chiave che descrivono diversi approcci e sistemi funzionali alla causa. Speriamo bene.

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Travel Blogging

BY DANTE CASTELLANO
@ VOL 4 ON SEP 04, 2017

Il mondo del travel blogging e cosa cerco nei miei viaggi, facendo riferimento anche a quegli spazi del viaggiatore che possono risultare interessanti per un architetto. 

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