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Slow mobility e tratturi d'Abruzzo

BY ANNA PIA URBANO
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

Mi piacerebbe raccontarvi la transumanza a partire dalla vita quotidiana del pastore, gli uomini, gli animali, gli oggetti, i culti, i rituali, il patrimonio narrativo e letterario legati al tema, ma i minuti passeranno velocemente.

La ricchezza dei quadri ambientali, le forme del paesaggio, la distribuzione degli insediamenti, la rete viaria, il deposito dei manufatti storico-artistici, l’impiego dei materiali, le tecniche costruttive sono tutti aspetti che legano e si legano alla struttura produttiva regionale per secoli connessa all’allevamento ovino, alla pratica transumante, alle attività derivate, ai flussi che si muovevano lungo i percorsi tratturali.

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Un millimetro alla volta

BY LUCIANA MASTROLONARDO
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

Nel 2016 a Pescara, l’associazione Millimetri ha provato a ragionare in termini di PARTECIPAZIONE su un progetto aperto alla comunità. Per una volta abbiamo fatto un passo indietro come architetti cercando di ragionare con i protagonisti e gli interessati, sui singoli temi, provando a dare la parola ad ognuno, per condividere le basi del progetto. Lo abbiamo fatto con degli esperti chiamati ad aiutarci a interpretare le volontà di ognuno su un progetto di Coworking pubblico per il quale l’Amministrazione di Pescara ha assegnato un immobile immerso nel verde con vista mare. Il risultato è stato interessante in termini umani e progettuali, di slancio e di terreno fertile che si è creato con i giovani promotori territoriali che hanno partecipato.

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ITALIA - U.G.O. l'unica grande opera è il risanamento del paese

BY AUGUSTO DE SANCTIS
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

UGO: unica grande opera, il risanamento del territorio. In Abruzzo si prevedono grandi opere come le varianti autostradali da 6,5 miliardi nonostante vi sia un territorio ferito e vulnerabile, dal rischio sismico a quello idrogeologico passando per l'inquinamento ambientale. Il sito di Bussi è paradigmatico: individuato da otto anni, non ha visto u grammo dei due milioni di mc di terreni contaminati bonificato. Altre minacce, come le estrazioni di idrocarburi stanno arrivando. Gli abruzzesi stanno lottando fieramente ma è necessario un cambio di rotta strutturale. 

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Architettura in terra cruda

BY CLAUDIA DI DONATO
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

Vogliamo innanzitutto introdurre al pubblico l’architettura in terra cruda e la sua diffusione nel territorio. Di conseguenza le attività dell’associazione Terrae, che promuove la conoscenza e la valorizzazione di questo patrimonio culturale attraverso attività di formazione con  workshop pratici e seminari, fino all’attività didattica svolta in collaborazione con le scuole e i comuni abruzzesi.

Il progetto pilota è quello della “Casa di Teresa”, cantiere di recupero di un edificio in terra cruda, divenuto ora nodo di un sistema di fruizione e conoscenza delle tradizioni colturali e costruttive delle comunità rurali abruzzesi. Il progetto di recupero, durato 7 anni, ha visto fasi di messa in sicurezza, alternate a Workshop coordinati dal CeDTerra dove studenti, professionisti e cultori si sono cimentati, mediante l’autocostruzione, al recupero diretto dell’edificio.

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Il tempo del cibo

BY CHIARA PATITUCCI
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

Vorrei presentare il lavoro che svolge su Pescara la condotta di Slow Food, di cui faccio parte. Mi occupo per professione di temi molto “fast”, e io per prima ho avuto esigenza di recuperare un contatto con la natura, le tradizioni e l’ambiente attraverso la partecipazione a Slow Food.

Se il tema di questa edizione è Slow credo che l’esperienza di Slow Food sia importante da raccontare, perché andare piano non significa solo rallentare i ritmi, andare in cerca di scenari bucolici o riprodurre ricette tradizionali per ricordarsi di come eravamo, ma significa soprattutto ricongiungersi con i propri ritmi in questa società, rendere vivibile la vita che facciamo noi oggi, uomini e donne che vivono in città e che tutti i giorni sostengono ritmi velocissimi.

Slow Food dimostra come Slow sia un concetto estensibile a tutto il mondo fisico passando attraverso il cibo: dall’agricoltura all’ambiente, dal diritto del lavoro alla salute, passando per il gusto e la percezione sensoriale soggettiva.

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slow mobility e l'esigenza del nulla

BY FABIO SIMONE
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

"la mobilità lenta e la necessità psico/fisica del nulla" - viviamo tempi in cui, da professionisti, contribuiamo all'intasamento progressivo di ogni spazio residuo che i contesti urbani ancora conservano. Per ogni vuoto esistente è ormai necessario individuare una nuova tipizzazione, una funzione urbanistica alternativa a quella corrente ed un relativo aumento di carico urbanistico. L'esigenza di sfruttare ogni superficie antropizzata, anche nella prospettiva del contenimento del consumo di suolo, non contemplererà più la defunzionalizzazione degli spazi. Il concetto di tempo, per chi attraversa i contesti cittadini con modalità attive (cammino, pedalata) è diverso, dilata gli spazi e aumenta le altezze, ci obbliga a percezioni diverse del suolo che viene percorso. Il nulla, il vuoto, l'assenza, la mancanza di attribuzione quindi di attenzione circa compiti, avvisi, indicazioni, prescrizioni, obblighi dovrebbe costituire un dato imprescindibile della progettazione di sistemi d'infrastrutturazione leggera dedicata a chi non sceglie, per i propri spostamenti o per diletto, i mezzi motorizzati.

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Il canottaggio - slow mobiliti fluviale

BY MONICA VLAHOV
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

SLOW MOBILITY E RETI FLUVIALI -vivere il fiume a remi con il Circolo Canottieri "La Pescara"

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La filiera colta VàZapp'

BY GIUSEPPE SAVINO
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

Vazapp: un hub rurale che vuole incoraggiare i giovani a raccogliere le loro idee e la loro voglia di innovazione per poi – come suggerisce il nome – tornare a zappare.
L’idea nasce nel 2014 da un gruppo di una ventina di persone che insieme a un prete, Don Michele de Paolis, hanno iniziato a pensare che il rilancio dell’agricoltura potesse andare di pari passo con la realizzazione professionale dei giovani.
Vazapp oggi si presenta come un centro di propulsione di relazioni e reatività per l’imprenditoria agricola pugliese. Il quartier generale è Cascina Savino, dove ci si ritrova per progettare le varie iniziative: giornate di formazione, incontri, eventi.
Partecipare come speaker non costa pecunia. Agli speaker non vengono Riconosciuti compensi né economici né in altra forma, è un’opportunità per tutti.

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Come acqua che scorre

BY SILVIA MORETTA
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

La mia attività di curatrice d’arte in un luogo della città strettamente connesso all’andamento del fiume Pescara, di cui segue la direttrice del tratto conclusivo. Mi riferisco a via delle Caserme, dove ho realizzato la IV tappa di “Inadeguato”, insediandomi in un locale in disuso, e dove ho curato l’installazione luminosa “Noi” di Luigi Stoisa, creata per la Ia edizione di “Luci d’Artista” di Torino. Mi riferisco al “Circolo Aternino”, luogo adatto per l’articolazione di eventi diversi tra loro, e nel quale ho realizzato mostre di artisti emergenti ed eventi d’arte. Il tutto nei pressi dello scorrere del fiume, che un tempo tagliava in due la piazzaforte di Pescara. Immagine archetipica e simbolica fortemente attrattiva per me, il fiume è flusso vitale; parla di vita attraverso il suo scorrere, la libertà, il movimento, le correnti, il suo fluire incessante, le inondazioni, ma anche in termini di contenimento e di incanalamento del flusso in una direzione. 

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Il fiume Attrezzato

BY ROBERTO SALA
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

Mi piacerebbe raccontare dell’acqua come elemento primordiale, a partire dalle sorgenti del Pescara per arrivare alle opere condivise che realizziamo a Brera nella Terapeutica Artistica.

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Contaminazioni sistemiche

BY LUCIA ZAPPACOSTA
@ VOL 2 ON FEB 21, 2016

Premio SetUp 2015 Miglior curatore under 35, Lucia Zappacosta dirige dal 2013 l’Alviani ArtSpace, uno spazio di ricerca e di contaminazione tra linguaggi artistici e tecnologici all’interno dell’Aurum di Pescara. Dottore di ricerca in Culture, linguaggi e politica della comunicazione vive all'incrocio tra arte e tecnologia. Dopo la startup Videoartscope, per gestire archivi di video arte (premio Startimpresa 2009 di Confindustria Giovani Pescara) dal 2012 è presidente di Metro Olografix la più antica associazione italiana ad occuparsi fin dal 1994 di innovazione digitale e cultura hacker ed è stata selezionata da Wired per l’Audi Innovation Awards 2015.

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Io voglio vedere il mare

BY MAURIZIO ACERBO
@ VOL 2 ON FEB 21, 2016

Maurizio Acerbo, militante politico, attivista di movimento, agitatore culturale. Comunista, ambientalista, libertario. Marxista psichedelico.

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